27.11.06

The Lost City

Le claves del Cha-cha-cha, un cabaret, una famiglia una rivoluzione.
Fratelli con vite contrastanti si riuniscono alla cena delle sei a casa del padre. Muore prima il rivoluzionario, ucciso dai seguaci del Presidente che lascia il paese alla vigilia del '59 (Cuba). Fidel prende il potere, un Andy Garcia, proprietario di un cabaret musicale, invaghito della moglie del fratello morto, si vede restringere la libertà. Prima il sassofono, Belga strumento capitalista, poi l'intera attività, dal comitato di censura audio, che misinterpreta Marx e fa diventare lo svago l'oppio dei popoli.
Cominciano le depredazioni in nome del futuro, sono un principio che, ancora una volta, malinterpreta i dettami comunisti.
Nessun tipo di dittatura porterà mai ad alcunchè di buono, tale tesi è nettamente in contrasto con le caratteristiche prime dell'ipotesi.
Fico (Federico Junior) lascia la patria per gli States inebriandosi della loro libertà, ritrovando però antichi rancori. Da ricco proprietario a lavapiatti, crede in una Cuba libera, non in quella conquistata e data in mano ad una nuova dittatura, di certo poco diversa da quella precedente.
Confesso una totale ignoranza sull'argomento. Al solito le scuole italiane s'impegnano nello spiegarci quanti Papi ci sono stati nel '300 (che s'indignano della satira contemporanea come fece un altro losco figuro alla Presidenza del Consiglio con uno dei giornalisti più importanti della scena Italiana) piuttosto che spiegarci quello che accade intorno a noi.
La censura più stupida, quella musicale, non la porta distante da quella fascista, che arrivò a proibire addirittura i Jeans, non certo come simbolo del capitalismo, ma sotto i dettami di ragioni decisamente commensurabili alle prime.
Colonne sonore estremamente espressive, visione forse un po' di parte, ma dopotutto il regista ha compiuto il suo successo negli USA quindi non poteva che vederla così.
Fidel avrà certo portato qualcosa di positivo, ma da quanto traspare qui, la realtà non sembra rispecchiare appieno tal proposito.
La mia opinione probabilmente cambierà, forse ribaltata totalmente, dall'approfondimento delle tematiche attraverso altre fonti, storicamente più attendibili.
Sceneggiatura forse in alcuni punti discutibili, travisata la realtà secondo il solito principio Americano to be read as 'troppobelloperesserevero'.
Passo e chiudo

20.11.06

A scanner darkly - Saw 3 - BW 2

Eccoci, come promesso, a stilare delle brevissime recensioni sugli ultimi film visti.
Cominciamo da quello che è appena finito, a Scanner Darkly.
Una delle tipiche visioni futuristiche dove tutto è controllato, vedi le profezie di Huxley e di Orwell nei rispettivi 'Il mondo nuovo' e '1984'. Persone indossano queste tute spersonalizzanti mentre lavorano per poter coprire la loro identità a chiunque, dei veri e propri vestiti che cambiano in continuazione...sembrava un vecchio programma della rai dove la commentatrice cambiava colore di vestito ogni tre secondi. Keanu Reeves e Wynona Ryder i nomi portanti. Molto particolare l'uso di una via di mezzo tra il film vero e la colorazione fumettistica, certamente molto meglio riuscito di Sin City, almeno la storianha un senso ed ha delle velocità accettabili. alcune frasi epiche...questo gruppo di amici, un continuo doppiogioco. Una certa sostanza D che manda in vacca i cervelli facendo combattere tra di loro i due emisferi ed alterando completamente la percezione della realtà. Reeves, ovviamente il protagonista, lavora come infiltrato e come 'agente' in tutta cambiacolore. Per lo stress lavorativo assume immani quantità di queesta sostanza, finendo con l'essere radiato ed assegnato ad un programma di riabilitazione che comprende prima le pulizie nei corridoi e poi il lavoro in un campo di grano. non ho sinceramente colto che significato avessero questi fiori blu, probabilmente erano collegati alla Sostanza D, ma non ne sono sicuro, il gergo americano offusca un po' i colori della mia comprensione, comunque godibilissimo.

Continuo con Saw 3: vomitevole, da coprirsci gli occhi, una trama che comincia veramente a perdere il suo significato. Se nel secondo episodio avevamo la presentazione della 'figlia' adottata dell'enigmista, in questo terzo episodio è lei a prendere le redini. Accecata dalla vendetta però non concede nessuna possibilità di scampo alle vittime che, sebbene si possano salvare dalla macchina omicida, non potranno in alcun modo incontrare la salvezza come fece lei per ben due volte. Una chirurgo in punto di divorzio, crisi cauata dalla morte del figlio maschio per un incidente d'auto, viene rapita e costretta ad esercitare per mantenere in vita la mente originaria. Il marito viene intanto messo alla prova davanti ai 3 principali capri espiatori per la sua personale vendetta contro la morte del figlio. Egli non risparmia nessuna delle vittime, giunge nella stanza finale dove uccide la 'figlia' dell'enigmista, ignara del legame tra i due, in quanto vittima dell'ennesimo gioco. L'uomo è accecato dalla vendetta, la moglie è accasciata a terra con una pallottola e con un collare che le farà esplodere la testa nel caso dovesse allontanarsi o se l'enigmista dovesse morire. Questi propone la salvezza con ambulanza, ma l'uomo cede alla vendetta, lo uccide brutalmente, la moglie esplode, l'unico sopravvissuto è vittima dell'ennesimo gioco, tutte le porte sono sbarrate.
E' inquietante come si vedano ora certe scene così cruente, certo non propongo alcuna forma di censura, però le scene in questo caso erano veramente crude. Per alleviare la pressione sanguigna nel cranio, la chirurgo prende seghe tra le più scalcagnate per operare. Prima si vede chiaramente il bisturj che asporta il cuoio capelluto, poi il trapano comincia a forare il cranio, completamente bianco. E' quindi il turno di una sega circolare che asporta un quadrato di cranio, per passare poi al bisturj finale che toglie la pellicola che avvolge il cervello, il cui nome mi sfugge al momento, lasciando l'organo pulsande in vista completa.
Non mi dilungo sulle scontate atrocità quali morte per congelamento, sepoltura sulle interiora di animali in stato di decomposizione, torsione dei legamenti con distruzione e fuoriuscita della ossa. Non credo di dover essere ulteriormente pittoresco.
Per quanto riguarda BW2 mi sa che continuerò la prossima puntata perchè sono parecchio stanco al momento!!

15.11.06

Exaudi Concert

Rieccoci al caro buon servizio di recensioni.
Exaudi Ensemble, Martedì 14 Novembre 2006, 7.30, Concert Hall, Cardiff University, Wales - UK.
Un concerto a dir poco straordinario, per lo meno la prima parte.
La formazione era un quartetto vocale, classico SATB con l'alto fatto da un Tenore-Falsetto...spero per lui falsetto, cmq la voce era veramente potente, una caratteristica molto particolare e rara, sembrava veramente un castrato (anche se in realtà un castrato non l'ho mai sentito dal vivo quindi non mi posso definire un metro di giudizio fidato). Oltre ai quattro cantanti, l'altra figura era quella di James Weeks, ennesimo organista, compositore, pianista e direttore dell'ensemble.
I pezzi estremamente interessanti, sin da subito, sono stati i due di Cage The Wonderful Widow of Eighteen Springs e A Flower però non so quale dei due sia stato messo per primo, purtroppo hanno come al solito cambiato il programma, ma essendoci qualcosa come 30 pezzi nella scaletta, dopo un po' non ci si capiva più.
Tanti pezzi brevi sono stati riuniti in quattro macrosezioni, all'interno dell quali sono stati frammisti pezzi di muisca contemporanea con altri di musica antica (vedi sezione 4 con FInnissy accostatoda Josqui, sì proprio il famoso Josqui des Près, spero di ricordare bene lo spelling - l'esame di storia della musica non è stato esattamente il più interessante del mio ciclio di studi, tantomeno il più sudato!).
Ad ogni modo il pezzo simulava una batteria swingata con le voci ritmando, in uno stile che molto ricordava quello minimalistico alcune frasi. Purtroppo non ho a disposizione il testo, anche se l'incipit è il più famoso di tutti 'Once upon a time' a time a time..con strutture ad eco che sembravano verametne essere il ride di una batteria!
L'altro pezzo di Cage, se non sbaglio (chiedo venia ma ce n'erano veramente tanti) era per soprano solo e per pianoforte. La parte interessante, oltre al tratamento della voce da parte di Cage, diecimila volte più intrigante di qualsiasi altra forma vocale, era quella del pianoforte, che era percosso in diversi punti proprio come se fosse uno strumento a percussione, quasi un pro-prototipo del pianoforte preparato.
Passando al pezzo immediatamente successivo, su diverse installazioni di Christopher Fox, in realtà i pezzi erano due, ma me li ricordo molto simili, la prox volta devo andar via col blocchetto degli appunti!
Comunque dicevo in questo caso un esecutore comincia a marciare e ad inciamparsi tra il pubblico ritmando i passi e scandendo qualche fonema qui e qualche parola là, dando poi il via agli altri esecutori seduti in direzioni diverse su tutto il palco. Un bellissimo uso dello spazio, una bellissima provocazione verso il pubblico, una via di mezzo tra la rottura della quarta parete e il coinvolgimento del pubblico. L'arte che si fa persona, una specie di Baudelaire che getta l'aureola nel fangoso macadam parigino, tipo Frank Zappa che decide di non fare distinzioni tra il 'sacro e profano' ovvero tra l'arte colta ed elevata e quella popolare. Però Frank Zappa è eseguito nei teatri...adesso.
Soprattutto era fantastico il baritono che ronzava in glissandi dinamici continui come se fosse un enorme calabrone nero. Oserei aggiungere un: inquietante!
Dunque seconda parte del concerto è quella che più mi ha lasciato perplesso. Da una parte è stata molto allettante l'idea di accostare pezzi di musica contemporanea a pezzi di musica profana e sacra del XIV-XV secolo. Così facendo, infatti, si evita di rompersi le balle dell'uno o dell'altro genere, riuscendo a convincere gfli esperti dell'uno ad immergersi anche nell'altro, sebbene per un breve lasso di tempo. D'altra parte, invece, il problema è che non si riesce ad assaporare nè l'uno nè l'altro, ma daltronde questo è il riskio che sempre si corre e correrà nel mischiare le cose, quindi non può esser un punto della subitanea discussione.
Dunque la terza parte, subito dopo l'intervallo è stata un po' capziosa, i pezzi scritti dal compositore non erano certo all'altezza sperimentale degli altri compositori, quindi erano un po' fuori posto, forse con un po' troppo egocentrismo, anche se dal tono pacato, eccessivamente pacato.
Di Howard Skempton, l'unica cosa che ricordo è il fatto che l'esecutore sul pianoforte dovesse indossare guanti da cucina per suonare con una particolare predilezione per i movimenti paralleli e antiparalleli degli avambracci sulla tastiera. Il particolare disinteresse per le altezze definite, scalzate da cluster dall'intonazione approssimata è stato il punto più accattivante, oltre ovviamente all'esilarante effetto scenico che ha defraudato di gran parte della sua nobiltà, l'altero aspetto del pianoforte a coda lunga.
La quarta ed ultima parte, è stata infine la più PALLOSA, un'agonia insopportabile, una lotta continua per non prendere sonno e cominciare a russare, proprio non saprei com'altro avrei potuto resistere.
Certo sì, la tessitura tra i contemporanei e gli antichi, rappresentati qui da Josqui, era piuttosto evidente, e magari anche interessante da osservare. Ma il tutto era veramente troppo pesante, il concerto stava per raggiungere l'ora e quaranta, il repertorio vocale non è certo tra quelli che prediligo, avrei preferito concludere con qualcos'altro.
Poi devo ancora crescere un bel po' musicalmente per comprendere il senso della musica sacra contemporanea...dovremmo cancellarle le religioni, due millenni di storia dovrebbero averci insegnato che portano SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PROBLEMI; che sono l'oppio dei popoli e che suscitano il 90% delle guerre.
Ad ogni modo, nell'ultimo quarto d'ora ho veramente fatto fatica a cercare di non addormentarmi.
Veniamo a due brevi annotazioni personale, ho convinto Sarah, gentilissima ed estremamente disponibile, speriamo che sia altrettanto brava nel comporre, a scrivere insieme un pezzo per strumenti a percussione, lei scrive io suono, aggiustiamo, mettiamo insieme, poi si esegue!!! e chissà che non ne esca anche una collaborazione interessante!!!
Altra nota, questa è iù accademica, mentre procedono le ricerche per sistemare il programma per il PhD, sono arrivato oltre 2/3 del saggio, conto di concludere entro venerdì, lasciare il resto del tempo per aggiungere note discografiche, ulteriori particolari ed appunti che potrebbero alzare il voto (sicuramente lo faranno le annotazioni discografiche, almeno lo spero!!)
Benone, dopo il secondo posto a Verona mi sento ancora più lanciato, adesso butto fuori un po' queste cose, certo che fino al 14 dicembre le cose si mettono piuttosto complicate, cmq ce la farò, mi sento parecchio in forze e con tantissima voglia di lavorare, soprattutto nel repertorio dopo che oggi ho trovato un sacco di cose interessanti da spulciare.
Ho scritto a Correggia, che mai risponderà? la mia domanda riguardava sia lo studio degli anni 60-80 che quello che sarà il progetto successivo. Mi piacerebbe molto poter portar portar a termine questo progetto, speriamo che la maggior parte dei compositori sia del mio stesso parere!
Beh, questa sera qui a Cardiff c'è davvero un casino infinito, non so che razza di giornata sia...sarà perchè è mercoledì, però qui c'è veramente tantissimo casino!
Devo assolutamente scrivere l'articolo sulla biennale entro domenica, trovare tutte le foto e spedire il tutto, poi, se c'è tempo, vorrei anche scrivere, magari solo un breve articolo, cmq qualcosa per l'Impero Bizantino, accidenti saran passati sei mesi da quando ho scritto l'ultima volta!!
Benone, good night and good luck (mi pare che l'Italiano proceda bene no?? devo trovare il tempo per leggere di più in Inglese...però 'sti bastardi mi fregano perchè sto mischiando il British English con l'American English...ma non ho la minima idea di quale sia la differenza...mica pretenderanno nei minimi particolari no???
Beh, una puntatina dei Simpsons e poi belle nanne!!
Alla prossima

3.11.06

Crisi

partendo dal titolo non è difficile scoprire i segreti più profondi di questo post.
Adesso è semplicemente l'una di notte, adesso sono oberato di cose da fare, ADESSO mi rendo conto che forse sto lavorando tanto per niente, ADESSO non riesco a dormire e questo mi disturba alquanto.
Forse mi sono fatto prendere un po' troppo la mano ed ho intrapreso un po' troppi ensemble ed un po' troppi progetti. Ormai comunque gli impegni sono stati presi quindi bisogna portarli a termine. Di certo il prossimo emestre mi concentrerò di più su me stesso.
Il problema di questi ensemble è che fanno troppe prove e che la qualità è mediamente troppo bassa.
si potrebbe lavorare più intensamente in meno tempo se tutti studiarssero di più a casa, a parte per i pezzi difficili, come Nagoya Marimbas ovviamente.
Non ho ceduto alla tentazione di misurarmi in questa competizione a verona il 10, però bisognerebbe anche tener conto che devo avanzare anche con gli altri progetti.
Ho il progetto di ricerca
Un saggio da concludere
Studi sul repertorio
E non riesco mai a trovare il tempo per fare tutto
Forse dovrei autoimportmi un timetable fisso, tipo un orario d'ufficio all'interno del quale si lavora e dal quale non si può sgarrare, ma è molto difficile perchè molte delle attività non sono commensurabili.
Purtroppo ho anke qst pensiero di preparare il dottorato che m'incasina la vita e mi ruba energie vitali, forse semplicemente dovrei guardarmi un episodio dei simpson e dormir più tranquillo, però devo ammettere che è prorio difficile. domani devo assolutamente svegliarmi presto ed andare a far pratica. Magari se prendo il giro giusto dopo un po' non sarà un problema. il problema è che sono già qui da un mese.
Il vero problema è che faccio, ma mi sembra sempre di non far niente, questo è il vero problema! accidenti!
Sarà da una settimana che sonoall'interno di questa crisi.
Vorrei liberarmi di tutti gli impegni e cominciare ad assestarli come in uno scaffale di una biblioteca.
Sembra tutto molto semplice, ma quando si arriva al livello rpatico va tutto a farsi benedire.
Proviamo con un episodio dei simpson?=
sì dai, pisciatina e poi vediamo se si reisce a dormire.
vorrei pubblicare, vorrei cominciare a lavorare....purtroppo non c'è tempo per tutto. E' un vero peccato, vorrei avere più energie. Forse ho solo bisogno di una pausa per poi poter ricominciare con più forze. Beh dai, domani m'impegnerò su questa cosa su beethoven ecercherò di scrivere qst nuova parte di saggio. Poi, solo se resta tempo, mi darò al Varèsianesimo, con ascolto di cd compreso
Proviamo così va, forse bisogna solo prendere il giro, forse il giro proprionon esiste, o forse sono già dentro il giro solo che non me ne accorgo...e allora dovrei sentirmi meglio
Good night, and good luck