Exaudi Concert
Rieccoci al caro buon servizio di recensioni.
Exaudi Ensemble, Martedì 14 Novembre 2006, 7.30, Concert Hall, Cardiff University, Wales - UK.
Un concerto a dir poco straordinario, per lo meno la prima parte.
La formazione era un quartetto vocale, classico SATB con l'alto fatto da un Tenore-Falsetto...spero per lui falsetto, cmq la voce era veramente potente, una caratteristica molto particolare e rara, sembrava veramente un castrato (anche se in realtà un castrato non l'ho mai sentito dal vivo quindi non mi posso definire un metro di giudizio fidato). Oltre ai quattro cantanti, l'altra figura era quella di James Weeks, ennesimo organista, compositore, pianista e direttore dell'ensemble.
I pezzi estremamente interessanti, sin da subito, sono stati i due di Cage The Wonderful Widow of Eighteen Springs e A Flower però non so quale dei due sia stato messo per primo, purtroppo hanno come al solito cambiato il programma, ma essendoci qualcosa come 30 pezzi nella scaletta, dopo un po' non ci si capiva più.
Tanti pezzi brevi sono stati riuniti in quattro macrosezioni, all'interno dell quali sono stati frammisti pezzi di muisca contemporanea con altri di musica antica (vedi sezione 4 con FInnissy accostatoda Josqui, sì proprio il famoso Josqui des Près, spero di ricordare bene lo spelling - l'esame di storia della musica non è stato esattamente il più interessante del mio ciclio di studi, tantomeno il più sudato!).
Ad ogni modo il pezzo simulava una batteria swingata con le voci ritmando, in uno stile che molto ricordava quello minimalistico alcune frasi. Purtroppo non ho a disposizione il testo, anche se l'incipit è il più famoso di tutti 'Once upon a time' a time a time..con strutture ad eco che sembravano verametne essere il ride di una batteria!
L'altro pezzo di Cage, se non sbaglio (chiedo venia ma ce n'erano veramente tanti) era per soprano solo e per pianoforte. La parte interessante, oltre al tratamento della voce da parte di Cage, diecimila volte più intrigante di qualsiasi altra forma vocale, era quella del pianoforte, che era percosso in diversi punti proprio come se fosse uno strumento a percussione, quasi un pro-prototipo del pianoforte preparato.
Passando al pezzo immediatamente successivo, su diverse installazioni di Christopher Fox, in realtà i pezzi erano due, ma me li ricordo molto simili, la prox volta devo andar via col blocchetto degli appunti!
Comunque dicevo in questo caso un esecutore comincia a marciare e ad inciamparsi tra il pubblico ritmando i passi e scandendo qualche fonema qui e qualche parola là, dando poi il via agli altri esecutori seduti in direzioni diverse su tutto il palco. Un bellissimo uso dello spazio, una bellissima provocazione verso il pubblico, una via di mezzo tra la rottura della quarta parete e il coinvolgimento del pubblico. L'arte che si fa persona, una specie di Baudelaire che getta l'aureola nel fangoso macadam parigino, tipo Frank Zappa che decide di non fare distinzioni tra il 'sacro e profano' ovvero tra l'arte colta ed elevata e quella popolare. Però Frank Zappa è eseguito nei teatri...adesso.
Soprattutto era fantastico il baritono che ronzava in glissandi dinamici continui come se fosse un enorme calabrone nero. Oserei aggiungere un: inquietante!
Dunque seconda parte del concerto è quella che più mi ha lasciato perplesso. Da una parte è stata molto allettante l'idea di accostare pezzi di musica contemporanea a pezzi di musica profana e sacra del XIV-XV secolo. Così facendo, infatti, si evita di rompersi le balle dell'uno o dell'altro genere, riuscendo a convincere gfli esperti dell'uno ad immergersi anche nell'altro, sebbene per un breve lasso di tempo. D'altra parte, invece, il problema è che non si riesce ad assaporare nè l'uno nè l'altro, ma daltronde questo è il riskio che sempre si corre e correrà nel mischiare le cose, quindi non può esser un punto della subitanea discussione.
Dunque la terza parte, subito dopo l'intervallo è stata un po' capziosa, i pezzi scritti dal compositore non erano certo all'altezza sperimentale degli altri compositori, quindi erano un po' fuori posto, forse con un po' troppo egocentrismo, anche se dal tono pacato, eccessivamente pacato.
Di Howard Skempton, l'unica cosa che ricordo è il fatto che l'esecutore sul pianoforte dovesse indossare guanti da cucina per suonare con una particolare predilezione per i movimenti paralleli e antiparalleli degli avambracci sulla tastiera. Il particolare disinteresse per le altezze definite, scalzate da cluster dall'intonazione approssimata è stato il punto più accattivante, oltre ovviamente all'esilarante effetto scenico che ha defraudato di gran parte della sua nobiltà, l'altero aspetto del pianoforte a coda lunga.
La quarta ed ultima parte, è stata infine la più PALLOSA, un'agonia insopportabile, una lotta continua per non prendere sonno e cominciare a russare, proprio non saprei com'altro avrei potuto resistere.
Certo sì, la tessitura tra i contemporanei e gli antichi, rappresentati qui da Josqui, era piuttosto evidente, e magari anche interessante da osservare. Ma il tutto era veramente troppo pesante, il concerto stava per raggiungere l'ora e quaranta, il repertorio vocale non è certo tra quelli che prediligo, avrei preferito concludere con qualcos'altro.
Poi devo ancora crescere un bel po' musicalmente per comprendere il senso della musica sacra contemporanea...dovremmo cancellarle le religioni, due millenni di storia dovrebbero averci insegnato che portano SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PROBLEMI; che sono l'oppio dei popoli e che suscitano il 90% delle guerre.
Ad ogni modo, nell'ultimo quarto d'ora ho veramente fatto fatica a cercare di non addormentarmi.
Veniamo a due brevi annotazioni personale, ho convinto Sarah, gentilissima ed estremamente disponibile, speriamo che sia altrettanto brava nel comporre, a scrivere insieme un pezzo per strumenti a percussione, lei scrive io suono, aggiustiamo, mettiamo insieme, poi si esegue!!! e chissà che non ne esca anche una collaborazione interessante!!!
Altra nota, questa è iù accademica, mentre procedono le ricerche per sistemare il programma per il PhD, sono arrivato oltre 2/3 del saggio, conto di concludere entro venerdì, lasciare il resto del tempo per aggiungere note discografiche, ulteriori particolari ed appunti che potrebbero alzare il voto (sicuramente lo faranno le annotazioni discografiche, almeno lo spero!!)
Benone, dopo il secondo posto a Verona mi sento ancora più lanciato, adesso butto fuori un po' queste cose, certo che fino al 14 dicembre le cose si mettono piuttosto complicate, cmq ce la farò, mi sento parecchio in forze e con tantissima voglia di lavorare, soprattutto nel repertorio dopo che oggi ho trovato un sacco di cose interessanti da spulciare.
Ho scritto a Correggia, che mai risponderà? la mia domanda riguardava sia lo studio degli anni 60-80 che quello che sarà il progetto successivo. Mi piacerebbe molto poter portar portar a termine questo progetto, speriamo che la maggior parte dei compositori sia del mio stesso parere!
Beh, questa sera qui a Cardiff c'è davvero un casino infinito, non so che razza di giornata sia...sarà perchè è mercoledì, però qui c'è veramente tantissimo casino!
Devo assolutamente scrivere l'articolo sulla biennale entro domenica, trovare tutte le foto e spedire il tutto, poi, se c'è tempo, vorrei anche scrivere, magari solo un breve articolo, cmq qualcosa per l'Impero Bizantino, accidenti saran passati sei mesi da quando ho scritto l'ultima volta!!
Benone, good night and good luck (mi pare che l'Italiano proceda bene no?? devo trovare il tempo per leggere di più in Inglese...però 'sti bastardi mi fregano perchè sto mischiando il British English con l'American English...ma non ho la minima idea di quale sia la differenza...mica pretenderanno nei minimi particolari no???
Beh, una puntatina dei Simpsons e poi belle nanne!!
Alla prossima
Exaudi Ensemble, Martedì 14 Novembre 2006, 7.30, Concert Hall, Cardiff University, Wales - UK.
Un concerto a dir poco straordinario, per lo meno la prima parte.
La formazione era un quartetto vocale, classico SATB con l'alto fatto da un Tenore-Falsetto...spero per lui falsetto, cmq la voce era veramente potente, una caratteristica molto particolare e rara, sembrava veramente un castrato (anche se in realtà un castrato non l'ho mai sentito dal vivo quindi non mi posso definire un metro di giudizio fidato). Oltre ai quattro cantanti, l'altra figura era quella di James Weeks, ennesimo organista, compositore, pianista e direttore dell'ensemble.
I pezzi estremamente interessanti, sin da subito, sono stati i due di Cage The Wonderful Widow of Eighteen Springs e A Flower però non so quale dei due sia stato messo per primo, purtroppo hanno come al solito cambiato il programma, ma essendoci qualcosa come 30 pezzi nella scaletta, dopo un po' non ci si capiva più.
Tanti pezzi brevi sono stati riuniti in quattro macrosezioni, all'interno dell quali sono stati frammisti pezzi di muisca contemporanea con altri di musica antica (vedi sezione 4 con FInnissy accostatoda Josqui, sì proprio il famoso Josqui des Près, spero di ricordare bene lo spelling - l'esame di storia della musica non è stato esattamente il più interessante del mio ciclio di studi, tantomeno il più sudato!).
Ad ogni modo il pezzo simulava una batteria swingata con le voci ritmando, in uno stile che molto ricordava quello minimalistico alcune frasi. Purtroppo non ho a disposizione il testo, anche se l'incipit è il più famoso di tutti 'Once upon a time' a time a time..con strutture ad eco che sembravano verametne essere il ride di una batteria!
L'altro pezzo di Cage, se non sbaglio (chiedo venia ma ce n'erano veramente tanti) era per soprano solo e per pianoforte. La parte interessante, oltre al tratamento della voce da parte di Cage, diecimila volte più intrigante di qualsiasi altra forma vocale, era quella del pianoforte, che era percosso in diversi punti proprio come se fosse uno strumento a percussione, quasi un pro-prototipo del pianoforte preparato.
Passando al pezzo immediatamente successivo, su diverse installazioni di Christopher Fox, in realtà i pezzi erano due, ma me li ricordo molto simili, la prox volta devo andar via col blocchetto degli appunti!
Comunque dicevo in questo caso un esecutore comincia a marciare e ad inciamparsi tra il pubblico ritmando i passi e scandendo qualche fonema qui e qualche parola là, dando poi il via agli altri esecutori seduti in direzioni diverse su tutto il palco. Un bellissimo uso dello spazio, una bellissima provocazione verso il pubblico, una via di mezzo tra la rottura della quarta parete e il coinvolgimento del pubblico. L'arte che si fa persona, una specie di Baudelaire che getta l'aureola nel fangoso macadam parigino, tipo Frank Zappa che decide di non fare distinzioni tra il 'sacro e profano' ovvero tra l'arte colta ed elevata e quella popolare. Però Frank Zappa è eseguito nei teatri...adesso.
Soprattutto era fantastico il baritono che ronzava in glissandi dinamici continui come se fosse un enorme calabrone nero. Oserei aggiungere un: inquietante!
Dunque seconda parte del concerto è quella che più mi ha lasciato perplesso. Da una parte è stata molto allettante l'idea di accostare pezzi di musica contemporanea a pezzi di musica profana e sacra del XIV-XV secolo. Così facendo, infatti, si evita di rompersi le balle dell'uno o dell'altro genere, riuscendo a convincere gfli esperti dell'uno ad immergersi anche nell'altro, sebbene per un breve lasso di tempo. D'altra parte, invece, il problema è che non si riesce ad assaporare nè l'uno nè l'altro, ma daltronde questo è il riskio che sempre si corre e correrà nel mischiare le cose, quindi non può esser un punto della subitanea discussione.
Dunque la terza parte, subito dopo l'intervallo è stata un po' capziosa, i pezzi scritti dal compositore non erano certo all'altezza sperimentale degli altri compositori, quindi erano un po' fuori posto, forse con un po' troppo egocentrismo, anche se dal tono pacato, eccessivamente pacato.
Di Howard Skempton, l'unica cosa che ricordo è il fatto che l'esecutore sul pianoforte dovesse indossare guanti da cucina per suonare con una particolare predilezione per i movimenti paralleli e antiparalleli degli avambracci sulla tastiera. Il particolare disinteresse per le altezze definite, scalzate da cluster dall'intonazione approssimata è stato il punto più accattivante, oltre ovviamente all'esilarante effetto scenico che ha defraudato di gran parte della sua nobiltà, l'altero aspetto del pianoforte a coda lunga.
La quarta ed ultima parte, è stata infine la più PALLOSA, un'agonia insopportabile, una lotta continua per non prendere sonno e cominciare a russare, proprio non saprei com'altro avrei potuto resistere.
Certo sì, la tessitura tra i contemporanei e gli antichi, rappresentati qui da Josqui, era piuttosto evidente, e magari anche interessante da osservare. Ma il tutto era veramente troppo pesante, il concerto stava per raggiungere l'ora e quaranta, il repertorio vocale non è certo tra quelli che prediligo, avrei preferito concludere con qualcos'altro.
Poi devo ancora crescere un bel po' musicalmente per comprendere il senso della musica sacra contemporanea...dovremmo cancellarle le religioni, due millenni di storia dovrebbero averci insegnato che portano SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PROBLEMI; che sono l'oppio dei popoli e che suscitano il 90% delle guerre.
Ad ogni modo, nell'ultimo quarto d'ora ho veramente fatto fatica a cercare di non addormentarmi.
Veniamo a due brevi annotazioni personale, ho convinto Sarah, gentilissima ed estremamente disponibile, speriamo che sia altrettanto brava nel comporre, a scrivere insieme un pezzo per strumenti a percussione, lei scrive io suono, aggiustiamo, mettiamo insieme, poi si esegue!!! e chissà che non ne esca anche una collaborazione interessante!!!
Altra nota, questa è iù accademica, mentre procedono le ricerche per sistemare il programma per il PhD, sono arrivato oltre 2/3 del saggio, conto di concludere entro venerdì, lasciare il resto del tempo per aggiungere note discografiche, ulteriori particolari ed appunti che potrebbero alzare il voto (sicuramente lo faranno le annotazioni discografiche, almeno lo spero!!)
Benone, dopo il secondo posto a Verona mi sento ancora più lanciato, adesso butto fuori un po' queste cose, certo che fino al 14 dicembre le cose si mettono piuttosto complicate, cmq ce la farò, mi sento parecchio in forze e con tantissima voglia di lavorare, soprattutto nel repertorio dopo che oggi ho trovato un sacco di cose interessanti da spulciare.
Ho scritto a Correggia, che mai risponderà? la mia domanda riguardava sia lo studio degli anni 60-80 che quello che sarà il progetto successivo. Mi piacerebbe molto poter portar portar a termine questo progetto, speriamo che la maggior parte dei compositori sia del mio stesso parere!
Beh, questa sera qui a Cardiff c'è davvero un casino infinito, non so che razza di giornata sia...sarà perchè è mercoledì, però qui c'è veramente tantissimo casino!
Devo assolutamente scrivere l'articolo sulla biennale entro domenica, trovare tutte le foto e spedire il tutto, poi, se c'è tempo, vorrei anche scrivere, magari solo un breve articolo, cmq qualcosa per l'Impero Bizantino, accidenti saran passati sei mesi da quando ho scritto l'ultima volta!!
Benone, good night and good luck (mi pare che l'Italiano proceda bene no?? devo trovare il tempo per leggere di più in Inglese...però 'sti bastardi mi fregano perchè sto mischiando il British English con l'American English...ma non ho la minima idea di quale sia la differenza...mica pretenderanno nei minimi particolari no???
Beh, una puntatina dei Simpsons e poi belle nanne!!
Alla prossima

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