24.9.06

La storia dei 'noialtri'

In uno spettacolo molto particolare che ripercorreva i vari dialetti Italiani, Paolini si interrogava sul fatto che in moltissimi di questi, il 'noi' e il 'voi', intesi come pronomi personali (probabilmente la mia grammatica fa un po' acqua, ma non è qst l'oggetto della tesi) comparisse la parola 'altri', proprio come nelle altre neolatine Francesi e Ispaniche.
Da qui, per una strana achimia, mi si è risvegliata l'antica e ormai sciupata diceria che vuole la storia fatta dai tanti (poveri) ma scritta dai potenti. Un intento di questo grido al mondo potrebbe dunque essere anche un mettere su carta (ormai si dirà mettere su bytes) quello che viviamo nei nostri giorni.
Ad hoc capita la ciliegina sulla torta per questa sera. Sto per partire per la legione straniera per andare a studiare, mi sto per diplomare in conservatorio, quindi si può ben capire che razza di giorni tesi siano questi.
Benissimo, oggi è l'ultimo sabato sera passato in questo paese, che sinceramente mi dà sempre meno stimoli, motivi per rimanere, motivi per tornare, oltre ovviamente a quelli sacri di famiglia, amore e amicizia...ma quelli sono completamente distaccati da questa nazione, dato che potrebbero esistere, subendo cambiamenti minimi, in qualsiasi altro punto del mondo.
Benissimo, dicevo, stasera sono andato a vedere Profumo, volevo che qst post fosse dedicato alla sua recensione, ma un simpatico pinguino con la paletta ha rovinato tutti i miei piani.
Sarebbe ora bello poter dire che la giustizia funziona e che tutto va bene, ma credo sia molto più appropriato
dire che quando servono non ci sono mai e che il loro scopo primario è di far innervosire la gente.
Si pensi ad esempio a quelle bellissime strade spianate, senza case, larghe, libere, unico momento senza traffico, dove ovviamente il limite che nessuno rispetta è fissato per i canonici. Benissimo, che reazione suscita nel pubblico lavoratore una macchinetta fissata lì proprio per fregare quei soldi che tutte le persone, nella maniera più diversa, si sono sudati meritevolmente? Prima di tutto un sacco di inchiodate appena il macapitato si accorga di in che guaio si stia per cacciare, secondo un innervosimento imprescindibile...che mi abbian fotografato? qnt è la multa? si può contestare? etc etc...sarà capitato a tutti un milione di volte. Ql che è capitato a me stasera è ancor più meschino.
Uscito, nel nono mesiversario con la mia miciona da una pizzeria d'asporto, faccio 30m e vengo fermato. Solita procedura...ma manca il tagliando della revisione. OVVIAMENTE io ho APPOSITAMENTE mancato di revisionare, per risparmiare 60 euro che mi servivano per pagare l'affitto di una casa che è mia. OVVIAMENTE premeditavo di evadere tale obbligo per i prossimi 30 anni, ovviamente l'autofficina mi aveva avvisato, ma avevo gettato tal lettera con le pubblicità odiose dei supermercati.
La comprensione dell'esercito dei maggiori oggetti di barzellette è pari alla velocità dei bradipi, rinomati e scattanti predatori, temibili cecchini e spietati carnivori.
Per di più i conservatori graduati come i cilindri (non parlo di cappelli) si pensano di poter dare lezioni di vita insultando le giovani generazioni, che invece stanno dando una lezione al mondo, dicendo addirittura che la mia materia di studio comporterà ancora alcuni anni di sicura disoccupazione, criticando le basi della conoscenza e del pensiero stesso dato il mancato incontro-riscontro della data ultima per assecondare la convenzione del veicolo.
Fantastico: il simpatico Darwin che mi guarda dallo scaffale mi dice che i disadattati non hanno seguito, se poi questi si mettono a far i padri, sputandosentenze sorde, cercando di prendere sconosciuti sotto le proprie oleose ali (daltronde vivono nell'artico no?) millantando presunte affinità anagrafiche cogli schiusi delle loro uova (indiscussamente da santificare..loro sì devono avere avuto un grandissimo spirito di sopravvivenza).
Condividere origini con tale specie è decisamente deprimente, ma dopotutto non tutte le ciambelle escono col buco no? ci saranno ulteriori e diverse spiegazioni.
Coi soldi di coloro ai quali si dichiarano al servizio, benvivono, dimenticandosi del principio primo del rapporto con l'altro, il rispetto, indipendentemente dal tempo di cottura (o minutaggio-maturazione che a dir si voglia).
E' pratica ormai troppo comune, appioppare quantitativi di rispetto in maniera troppo univoca, basandosi essenzialmente su un principio di proporzionalità temporale.
Non capisco questo mio poetare allegorico e a dir poco eufemistico di queta sera. Un po' per placare gli animi, un po' per nascondere il vero disprezzo (nei confronti di un mondo migliore)...ah, la popolazione dell'artico si è anche detta spaventata da una persona convinta delle proprie idee, convinta di poter cambiare le cose....come mai farà questa persona a realizzarsi se non riesce nemmeno a ricordarsi in che giorno deve fare la revisione di una macchina non sua? Avessi studiato legge avrei evitato pattute puzzolenti di luoghi comuni tanto quanto Campo Santa Margherita di prima mattina (e gli studenti Veneziani sanno cm è ql pseudo mercato del pesce)...un po' forse per sfogare ancora di piùun'indignazione verso un metodo che certo è inadatto, a meno che non si creda lo stress generale la meta ultima dell'esistenza.
Good night and good luck

22.9.06

In Principio Erat

Si parlava di conoscere di condividere, di ricordare. Ma alla fine cos’è il conoscere se non una forma più estesa del ricordo? Se il ricordo è il mettere al sicuro una cosa perché noi possiamo in ogni momento riviverla, rivederla, toccarla o pensarla, allora condividerla con può persone potrà trasendere la nostra fragile umanità universalizzando il nostro pensiero mettendocelo, virtualmente, a disposizione in ogni momento ed in ogni luogo.

Questo pseudo-pensiero filosofico scaturisce dalla mia rabbia (sarò molto eufemistico e distaccato, m’immergerò in un’atarassia quasi apatica) dato che un paio di intere pagine che avevo appena scritto sono andate perdute a causa dello scaricarsi della batteria del mio carissimo laptop, che devo comunque dire mi è sempre fedele, in ogni circostanza e ad ogni latitudine.

Dato che siamo in vena di pensieri filosofici, tergiverso ancora un po’ per sbollire tale disperazione, alla ricerca dell anuova ispirazione per la scrittura.

E’ difficile parlare di una lei senza scadere nel banale, senza scadere nell’incompreso e nel frainteso agli occhi di chi vuol leggere quel che ha già in testa a scapito del profondo pensiero insito nelle mie parole.

Funga questa frase ad apologia di ciò che segue.

In realtà l’ispirazione madre a dedicarmi a questo nessuno, mi è venuta stasera, in una sera qualunque, una normalissima sera, che avrebbe stupito persino Musil per la sua ordinarietà ed insapore. Tutto ciò è iperbolizzato per introdurre alla scena una persona particolare, che avevo perso da anni, che ho ritrovato in un abbraccio e che ho salutato con un occhio lucido, in un arrivederci che sembrerà durare quanto un addio.

E’ stato un incontro particolare che mi ha messo davanti ad una persona che ha capito di me, da poche parole, più di quanto abbiano mai capito tanti altri in epopee di avventure.

Parliamo anche qui di una triste partenza, una che sa cosa lascia, ma non quello che trova, alla scoperta di un Mondo Nuovo (possibilmente senza una stanza 101 e GF) sicuramente ricchissimo. Mi ha colpito per le sue riflessioni, per quella sincerità e per quegli occhioni in cui anche un cieco si lascierebbe sprofondare. Per la decisione, per la ragione, la razionalità che, portata allo stremo, finisce per essere dolce, romantica, particolarissima ed unica.

Lei pensa sia un difetto, un ostacolo da superare, ma probabilmente è questo che la rende così ed è anche questo desiderio costante di uscirne che la caratterizza, descrive e colora, delineando una delle rare macchie su questa tela in stile rothko, con un fondale di banalità, eccessiva pragmaticità con schiarite di ignoranza e nebbia a tratti, molti tratti.

Stupito ed ammirato sono i colori del mio animo (scusa Modigliani).

Mi vien da pensare come un poema per 100 metronomi possa descrivere così bene la nostra esistenza, anche l’esistenza che da poco si è spenta di colui il quale ha avuto per primo quest’idea (Gyorgy Ligeti). C’è chi parte insieme, chi prima chi dopo, non necessariamente chi parte contemporaneamente viaggia insieme, dipende dal suo ritmo, dal suo periodo, fors’anche dal suo amore, tanto per disturbare nuovamente l’emotività di nessuno, di te, mio orecchio, mio unico ascoltatore. Tutti seguiamo poi il nostro percorso, proseguiamo, inciampiamo, cadiamo, ci ferimamo, torniamo indietro, ma mai da capo. Poi ci rialziamo, con calma o di fretta….in uno spazio isotropico, dove solo il tempo contraddistingue una dimensione lineare, infranta sempre e comunque dal nostro pensiero, dai nostri ricordi, quindi dal nostro condividere e dal mio scrivere, battendo i tasti su questa tastiera, sedando una sorta di orror vacui, superando la psicosi della ‘tela bianca’ sempre in uno stato di grazia con nessuno.

Se si è riusciti a fare un film parlando dell’impossibilità di fare un film, si riuscirà a scrivere di niente? Probabilmente è già stato fatto, ma sono ignorante a tal punto da non saperlo.

È l’intrecciarsi del nostro ritmo, del battito dei nostri cuori, che cagiona la vita propria e quella degli altri, che crea l’universo, l’universo che diventa monotono se si va tutti insieme, ma che diventa meraviglioso e pieno di spunti se ognuno segue il suo pensiero, rapportandosi agli altri, in un’evoluzione fantastica senza soluzione di continuità. Buonanotte

La Nascita

Cosa spinga una persona come migliaia di altre sulla faccia della Terra a prendere in mano il suo portatile a mettersi comodo sul letto a cominciare a scrivere a buttar giù idee in un flusso di coscienza senza soluzione di continuità cercando di aprirsi al mondo rivolgendosi ad un fantomatico destinatario nessuno proprio non lo so.
Intanto un bel respiro, qualche punto, qualche virgola evitando eccessivi melismi per intrigare senza incasinare il contrappunto dell'espressione di un animo gravido di comunicazione.
A dir la verità quest'idea parte in una sera, comune, come tante altre, tanto comune però, da far riflettere, tanto normale quanto piena di tutto quello di cui nella vita c'è bisogno.
Comunicazione, meraviglia, ragione, amore...e chi più ne ha più ne metta.
Sto scrivendo ad un nessuno, ma Nessuno ha solcato i millenni, navigato le storie più strane, ardito mete ed imprese tra le più impensabili, udito le più intricate elucubrazioni (che si scriva così?!) dei poeti più diversi, ha incantato uno degli amori tra i più appassionanti, solidi e sinceri della storia. Ed è proprio questo suo amore che non procede in linea retta, ma che avanza ciclico di giorno in giorno (come fa la luna, si stupirebbe un pastore errante) che lo rende l'uditore perfetto, quel pubblico per cui il compositore vive, proprio quel Nessuno di cui vado cercando per tessere le prime trame della mia tela.