Cuban Project
Stasera c'è stato, nella Concert Hall, un concerto di un chitarrista solista.
Non ne ho visti moltissimi, credo si possano contare sulle dita di una mano, ma sto migliorando. Beh, devo proprio dire che questo è stato il primo in cui non solo non ho preso sonno, ma tantomeno mi sono annoiato.
Il programma è stato a dir poco delizioso, aperto e ciuso da due pezzi improvvisati, ha presentato due raccolte di cinque preludi di Villa Lobos e di un contemporaneo Cubano che si rifaceva al compositore più famoso.
E' stato davvero interessante il mix di armonici, palm muting e qnt altro che l'esecutore, tedesco, ha usato. Ha persino usato un barrè a metà della tastiera, in modo da poter eseguire un controcanto sulla parte superiore delle corde più gravi, prive di cassa armonica, in risposta all'altra voce eseguita sopra la tavola armonica.
Lo stile era un frammisto di armonie jazzistiche (so che è un termine molto vago, ma è tardi ed al momento non me ne vengono altri purtroppo) spiccatamente latino americane.
L'impasto sonoro era tra i più raffinati, con dei pianissimo che rapivano il pubblico.
C'è stato un momento, molto particolare, in cui tutti si sono protesi in avanti tendendo l'orecchio per cercare di afferrare la benchè minima reazione. Molte persone, una volta raggiunto il 'forte' quasi come se fossero in un coro, si sono riassestate nella sedie rimettendosi comodi, me compreso, è stato un momento di collettività veramente affascinante, imperdibile. Praticametne il momento più magico del concerto.
A livello compositivo, l'unica cosa che lasciava un po' a desiderare è stata la composizione di questo compositore cubano. Eccessivamente tonale, dai risvolti un po' scontati, dal profilo melodico banale. Bastavano metà delle parole-note per dire lo stesso messaggio, che viene così invece appesantito e rovinato, quasi disturbato da questi ritorni tematici in stile di rondò.
Ho finalmente ascoltato qualcosa di Villa Lobos, adesso so che è Cubano, che è un compositore eccellente e che, pur dedicandosi alla musica composta, non trascurava assolutamente la pratica improvvisativa (come tutti i grandi compositori del resto) di cui si assaggiano i raffinati risultati in tutti e cinque i preludi ch esono stati presentati stasera.
Un pubblico rapito nonostante lo strumento difficile, difficile per la scarsa capacità sonora, nel senso di volume, che forse può sembrar noioso, ascoltar uno sempre sullo stesso strumento, ma uno stato di grazia è calato sul pubblico, ben contento di sedersi comodo e godere di questi risultati musicali.
Immancabili, imperdibili gli odiosi cellulari di alcuni latecomers che non han mancato di rovinare l'atmosfera.
Ma come diceva il mio professore di filosofia: 'questo non è il migliore dei mondi possibili'
good night, and good luck
Non ne ho visti moltissimi, credo si possano contare sulle dita di una mano, ma sto migliorando. Beh, devo proprio dire che questo è stato il primo in cui non solo non ho preso sonno, ma tantomeno mi sono annoiato.
Il programma è stato a dir poco delizioso, aperto e ciuso da due pezzi improvvisati, ha presentato due raccolte di cinque preludi di Villa Lobos e di un contemporaneo Cubano che si rifaceva al compositore più famoso.
E' stato davvero interessante il mix di armonici, palm muting e qnt altro che l'esecutore, tedesco, ha usato. Ha persino usato un barrè a metà della tastiera, in modo da poter eseguire un controcanto sulla parte superiore delle corde più gravi, prive di cassa armonica, in risposta all'altra voce eseguita sopra la tavola armonica.
Lo stile era un frammisto di armonie jazzistiche (so che è un termine molto vago, ma è tardi ed al momento non me ne vengono altri purtroppo) spiccatamente latino americane.
L'impasto sonoro era tra i più raffinati, con dei pianissimo che rapivano il pubblico.
C'è stato un momento, molto particolare, in cui tutti si sono protesi in avanti tendendo l'orecchio per cercare di afferrare la benchè minima reazione. Molte persone, una volta raggiunto il 'forte' quasi come se fossero in un coro, si sono riassestate nella sedie rimettendosi comodi, me compreso, è stato un momento di collettività veramente affascinante, imperdibile. Praticametne il momento più magico del concerto.
A livello compositivo, l'unica cosa che lasciava un po' a desiderare è stata la composizione di questo compositore cubano. Eccessivamente tonale, dai risvolti un po' scontati, dal profilo melodico banale. Bastavano metà delle parole-note per dire lo stesso messaggio, che viene così invece appesantito e rovinato, quasi disturbato da questi ritorni tematici in stile di rondò.
Ho finalmente ascoltato qualcosa di Villa Lobos, adesso so che è Cubano, che è un compositore eccellente e che, pur dedicandosi alla musica composta, non trascurava assolutamente la pratica improvvisativa (come tutti i grandi compositori del resto) di cui si assaggiano i raffinati risultati in tutti e cinque i preludi ch esono stati presentati stasera.
Un pubblico rapito nonostante lo strumento difficile, difficile per la scarsa capacità sonora, nel senso di volume, che forse può sembrar noioso, ascoltar uno sempre sullo stesso strumento, ma uno stato di grazia è calato sul pubblico, ben contento di sedersi comodo e godere di questi risultati musicali.
Immancabili, imperdibili gli odiosi cellulari di alcuni latecomers che non han mancato di rovinare l'atmosfera.
Ma come diceva il mio professore di filosofia: 'questo non è il migliore dei mondi possibili'
good night, and good luck

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