Turangalila Symphony - St David's Hall
E' stata una unida serata Gallese che ha ospitato la BBC National Orcehstra of Wales al teatro centrale di Cardiff, per un particolarissimo concerto che aveva in programma un psalm di Schmitt e la famosa turangalila sympnhony di Messiaen.
Non ci saranno molte annotazioni musicologiche in questo post, perchè è trp bella l'immagine di questa tastiera sul letto, nel buoi totale, con solo i tasti illuminati e con le dita che scorrono su di essi creando comunicazione per il resto del mondo...forse dovrei cambiare lingua...magari i prossimi post saranno in Inglese, vedremo.
Tale Schmitt, apparentemente molto apprezzato da Stravinsky, è l'autore di questo Salmo (se non ricordo male anche Stravinsky ha composto qualcosa di simile.
E' strano, invece di 'composto' stavo scrivendo costruito...è perchè ieri sera, dopo il concerto, sono finito a parlare con alcuni galli e galline, uno di essi snobbava praticamente tt la musica, esaltando un gruppo, tali Mogway...che sinceramente mi mettono solo ansia addosso...ma con i quali sono comunque riuscito a scambiare qualche parola intelligente su dei concetti musicali, tra i quali il costruttivismo dell'early Cage.
Ad ogni modo questo pezzo del 1904 mi ha colpito per i frequenti crescendi, uno spettro dinamico molto votato al 'loud' senza comunque sottovalutare le dimensioni minime dell'emissione sonora.
Un'0imponente coro sedeva dietro un'orchestra di medie dimensioni, credo 50 persone, (non mi piacciono le persone che parlano bene di un genere e definiscono gli altri ridicoli o qnt altro...è così sbagliato parlar male di qualcosa, soprattutto se non la si conosce a fondo, soprattutto se si cerca di screditarla davanti ad occhi di persone che per loro sfortuna o contrario non han ancora sentito nè il preferito nè l'odiato)
. L'unica cosa che mi vien da commentare, è il terribile vestito verde sbrilluccicante della solita oca-soprano che si prende un mazzo di fiori gigante solo per aver cantato tre note...di cui un attacco sbalorditivamente fuori da ogni grazia di Dio.
Mi sforzo anche di ricercare i diversi 'colori' timbrici che il compositore abbia usato, ma secondo me dopo un po' sono sempre quelli. Dopotutto se usiamo sempre gli stessi strumenti, e le percussioni nel modo classico, come mai si potrà pensare di creare qualcosa di nuovo?
Ma lasciamo queste provocazioni per una seduta posteriore.
Il direttore d'orchestra, Svizzero, si muoveva in maniera così particolare, a volte addirittura odiosa (parere condiviso interamente ed appieno da tutti i presenti della scuola di musica, principalmente i PhD - tra cui Adrian che forse mi farà entrare nel LCMG con sede a Londra) al punto da farci immaginare che:
si fosse comprato un gelato prima del concerto, non sapendo però dove metterlo dato che non l'aveva finito prima di entrare in scena...abbiam ben pensato che se lo fosse infilato nei calzoni (mamma saura, quanti congiuntivi ho sbagliato???) trovando questa come un'unica scusa. Ma ad ognuno il suo, la verità platonica che afferma l'inesistenza del vero assoluto necessita di vari commenti ed interpretazioni. Siamo sempre pronti ad ascoltare.
Passiamo ora al tempo più interessante, la Turangalila di Messiaen. Mhm, 74 minuti, che ci sia qualche affinità con la 9 di Beethoven? e se il proprietario avesse sentito quella di Messiaen? poco sarebbe cambiato.
Citazione poco colta 'go cata' par strada a nona de beethoven, par tegner i' pie' a fameja, bisogna tirar via 'e careghe!'
E' stata un'occasione ghiottissima, per poter sentire le Onde Martenot dal vivo. Posizionate su un sintesizzatore, per metà con tastiera diatonica, per metà su uno slide continuo a fingertough come le più moderne tastiere (di certo all'inizio non sarà stato cromaticamente così preciso, ma facciamo finta di crederci...l'arte per l'arte no? Art for art's sake (dall'autore di The Greek Urn, da cui il mio mezzomatto insegnante d'inglese soleva trarre il vero significato della vita, soggettivamente pragmatizzato in una 'corroborante scopata' ah ecco..Keats) dal suono, se vogliamo, un po' ingenuo, molto vicino alle vecchie trasmissioni televisive in B/W su storie di fantasmi o cose del genere. Finalmente ne ho visto uno dal vero!!
Molto bella la parte del pianoforte ed interessante l'impasto timbrico con la celesta (o almeno suppongo fosse tal strumento). Per quanto riguarda invece la parte del vibrafono, portato avanti proprio come nelle partiture di Reich, non so se fosse per un fatto di acustica, ma la tibmrica del vibrafono proprio non usciva mai., sempre all'univsono con le altre tastiere appartenenti a diverse famiglie strumentali. forse si tratta di un semplice mal-accorgimento acustico o dell'esecutore, però mi sa che in qst caso si tratta di misuso strumentale. Ma mi sembra così strano, perchè Messiaen nelle sue parti per xylofono si preoccupata addirittura di scrivere le mani (ovvero la diteggiatura) quindi di sicuro queste cose le sapeva. Per quanto riguarda il resto della partitura orchestrale, sempre tenendo da parte la discutibile gestualità del direttore, fantastiche le colorazioni, emozionanti i crescendo, e i 'tutti'. Parti scritte per 8 percussionisti...riscrivendo la parte penso si possa fare per due. che peccato ci sia ancora ql concezione di strumento-persona. Faciliterebbe l'esecuzione, renderebbe più contento l'esecutore e, cosa da non sottovalutare, diminuirebbe il budget non di poco (6 persone in meno sono sempre 6 persone in meno!!!).
La sinfonia della vita, da Turanga che significa il ritmo, il gioco, lo scorrere e lila che è invece l'eterno gioco di vita morte e amore. Cos'altro può esserci di più? una sinfonia che è in sè stessa una cosmogonia. Non ho neanche provato a trovarci una struttura, non sono bravo a fare queste cose...diciamo che la forma sonata continuerò a citarla, ma manterrò la mia opinione sui formalisti e sugli analisti...perchè bisogna analizzare quando basta chiedere al compositore come ha fatto??
In realtà mi sto contraddicendo, perchè nella mia tesi ne ho inserito una buona parte, però non ho mai detto di avere le risposte, e forse non le avrò mai. Ma basta crederci e lavorarci no?
E' stato bello il 'non' trovare una stretta sequenzialità con il vero svolgimento biologico, ovvero non c'era una musica giovane ed una vecchia, era semplicemente una musica che ti teneva inchiodato alla sedia, anche se, ahimè, ad uncerto punto non hopotuto seguire più di tanto per via di un bisogno impellente che mi ha costretto sulla sedia, ba incapace di concentrare tutta la mia attenzione su ciò che accadeva on stage.
Non ci saranno molte annotazioni musicologiche in questo post, perchè è trp bella l'immagine di questa tastiera sul letto, nel buoi totale, con solo i tasti illuminati e con le dita che scorrono su di essi creando comunicazione per il resto del mondo...forse dovrei cambiare lingua...magari i prossimi post saranno in Inglese, vedremo.
Tale Schmitt, apparentemente molto apprezzato da Stravinsky, è l'autore di questo Salmo (se non ricordo male anche Stravinsky ha composto qualcosa di simile.
E' strano, invece di 'composto' stavo scrivendo costruito...è perchè ieri sera, dopo il concerto, sono finito a parlare con alcuni galli e galline, uno di essi snobbava praticamente tt la musica, esaltando un gruppo, tali Mogway...che sinceramente mi mettono solo ansia addosso...ma con i quali sono comunque riuscito a scambiare qualche parola intelligente su dei concetti musicali, tra i quali il costruttivismo dell'early Cage.
Ad ogni modo questo pezzo del 1904 mi ha colpito per i frequenti crescendi, uno spettro dinamico molto votato al 'loud' senza comunque sottovalutare le dimensioni minime dell'emissione sonora.
Un'0imponente coro sedeva dietro un'orchestra di medie dimensioni, credo 50 persone, (non mi piacciono le persone che parlano bene di un genere e definiscono gli altri ridicoli o qnt altro...è così sbagliato parlar male di qualcosa, soprattutto se non la si conosce a fondo, soprattutto se si cerca di screditarla davanti ad occhi di persone che per loro sfortuna o contrario non han ancora sentito nè il preferito nè l'odiato)
. L'unica cosa che mi vien da commentare, è il terribile vestito verde sbrilluccicante della solita oca-soprano che si prende un mazzo di fiori gigante solo per aver cantato tre note...di cui un attacco sbalorditivamente fuori da ogni grazia di Dio.
Mi sforzo anche di ricercare i diversi 'colori' timbrici che il compositore abbia usato, ma secondo me dopo un po' sono sempre quelli. Dopotutto se usiamo sempre gli stessi strumenti, e le percussioni nel modo classico, come mai si potrà pensare di creare qualcosa di nuovo?
Ma lasciamo queste provocazioni per una seduta posteriore.
Il direttore d'orchestra, Svizzero, si muoveva in maniera così particolare, a volte addirittura odiosa (parere condiviso interamente ed appieno da tutti i presenti della scuola di musica, principalmente i PhD - tra cui Adrian che forse mi farà entrare nel LCMG con sede a Londra) al punto da farci immaginare che:
si fosse comprato un gelato prima del concerto, non sapendo però dove metterlo dato che non l'aveva finito prima di entrare in scena...abbiam ben pensato che se lo fosse infilato nei calzoni (mamma saura, quanti congiuntivi ho sbagliato???) trovando questa come un'unica scusa. Ma ad ognuno il suo, la verità platonica che afferma l'inesistenza del vero assoluto necessita di vari commenti ed interpretazioni. Siamo sempre pronti ad ascoltare.
Passiamo ora al tempo più interessante, la Turangalila di Messiaen. Mhm, 74 minuti, che ci sia qualche affinità con la 9 di Beethoven? e se il proprietario avesse sentito quella di Messiaen? poco sarebbe cambiato.
Citazione poco colta 'go cata' par strada a nona de beethoven, par tegner i' pie' a fameja, bisogna tirar via 'e careghe!'
E' stata un'occasione ghiottissima, per poter sentire le Onde Martenot dal vivo. Posizionate su un sintesizzatore, per metà con tastiera diatonica, per metà su uno slide continuo a fingertough come le più moderne tastiere (di certo all'inizio non sarà stato cromaticamente così preciso, ma facciamo finta di crederci...l'arte per l'arte no? Art for art's sake (dall'autore di The Greek Urn, da cui il mio mezzomatto insegnante d'inglese soleva trarre il vero significato della vita, soggettivamente pragmatizzato in una 'corroborante scopata' ah ecco..Keats) dal suono, se vogliamo, un po' ingenuo, molto vicino alle vecchie trasmissioni televisive in B/W su storie di fantasmi o cose del genere. Finalmente ne ho visto uno dal vero!!
Molto bella la parte del pianoforte ed interessante l'impasto timbrico con la celesta (o almeno suppongo fosse tal strumento). Per quanto riguarda invece la parte del vibrafono, portato avanti proprio come nelle partiture di Reich, non so se fosse per un fatto di acustica, ma la tibmrica del vibrafono proprio non usciva mai., sempre all'univsono con le altre tastiere appartenenti a diverse famiglie strumentali. forse si tratta di un semplice mal-accorgimento acustico o dell'esecutore, però mi sa che in qst caso si tratta di misuso strumentale. Ma mi sembra così strano, perchè Messiaen nelle sue parti per xylofono si preoccupata addirittura di scrivere le mani (ovvero la diteggiatura) quindi di sicuro queste cose le sapeva. Per quanto riguarda il resto della partitura orchestrale, sempre tenendo da parte la discutibile gestualità del direttore, fantastiche le colorazioni, emozionanti i crescendo, e i 'tutti'. Parti scritte per 8 percussionisti...riscrivendo la parte penso si possa fare per due. che peccato ci sia ancora ql concezione di strumento-persona. Faciliterebbe l'esecuzione, renderebbe più contento l'esecutore e, cosa da non sottovalutare, diminuirebbe il budget non di poco (6 persone in meno sono sempre 6 persone in meno!!!).
La sinfonia della vita, da Turanga che significa il ritmo, il gioco, lo scorrere e lila che è invece l'eterno gioco di vita morte e amore. Cos'altro può esserci di più? una sinfonia che è in sè stessa una cosmogonia. Non ho neanche provato a trovarci una struttura, non sono bravo a fare queste cose...diciamo che la forma sonata continuerò a citarla, ma manterrò la mia opinione sui formalisti e sugli analisti...perchè bisogna analizzare quando basta chiedere al compositore come ha fatto??
In realtà mi sto contraddicendo, perchè nella mia tesi ne ho inserito una buona parte, però non ho mai detto di avere le risposte, e forse non le avrò mai. Ma basta crederci e lavorarci no?
E' stato bello il 'non' trovare una stretta sequenzialità con il vero svolgimento biologico, ovvero non c'era una musica giovane ed una vecchia, era semplicemente una musica che ti teneva inchiodato alla sedia, anche se, ahimè, ad uncerto punto non hopotuto seguire più di tanto per via di un bisogno impellente che mi ha costretto sulla sedia, ba incapace di concentrare tutta la mia attenzione su ciò che accadeva on stage.

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